Bioni

Vini Biologici

Vini Bioni, solo vini biologici da sempre... il vino che produciamo è buono, sano e biologico,  questi principi sono la nostra visione, sono il mondo che coltiviamo ogni giorno.

La nostra storia.

Il dottor Degenhardt ama molto l’agricoltura, tant’è che la sua prima esperienza contadina fu una piccola azienda “bio” di ortaggi e animali da cortile, poco lontano dal suo ambulatorio di Ronchi dei Legionari, in Friuli Venezia Giulia. Finché s’innamorò di quella che oggi è l’azienda agricola di famiglia a Dovadola, sulle colline dell’Alto Forlivese, in Romagna, acquistata assieme alla moglie Marcella Tresca nel 2001 e dove ha incrementato vigneti, per la produzione della linea Bioni Wine, e oliveti.

Ivi possiede inoltre un allevamento di maiali allo stato brado e, sempre seguendo le regole biologiche, un agriturismo con cucina. “Nella conduzione dell’azienda, dove la produzione di vino biologico Bioni Wine è l’attività più importante, – racconta il dottor Degenhardt – ho trasferito la mia visione della vita professionale.

Mi sono dedicato quindi con passione a ricercare come si possa raggiungere il risultato di un grande vino ricco di elementi salutistici, senza l’uso di fitofarmaci sistemici, quindi senza residui

di pesticidi dannosi per noi e per l’ambiente.

Ci sono voluti diversi anni di fatiche e di applicazione. Oggi i nostri vini, oltre che essere giudicati eccellenti, hanno, a conferma della bontà delle nostre scelte, valori molto elevati di resveratrolo, che è un prezioso antiossidante, antinfiammatorio, anticolesterolemico, antimutageno, antiaging”.

Terra e vigna

L’azienda agricola che produce la linea Bioni Wine è certificata biologica. Si estende su di una proprietà di 24 ettari dei quali 5,5 sono destinati a vigneto, e sono previsti ulteriori impianti. Prima dell’imbottigliamento, l’azienda fa analizzare i nutraceutici del vino dall’ISVEA (ente certificatore accreditato), i cui risultati possono essere consultati online dal consumatore affinché possa conoscere le titolazioni reali. L’insieme di essi costituisce un fitocomplesso farmacologicamente attivo.

 

Di questi, il più importante è il resveratrolo, la cui titolazione compare in etichetta. Le tecniche di lavorazione nel vigneto seguono dettami biologici e biodinamici, applicati in maniera restrittiva, con la totale assenza di sostanze chimiche, in particolare diserbanti e fitofarmaci sistemici. Si usano solo rame e zolfo. I risultati di questa scelta sono evidenti e inconfutabili: il Sangiovese può raggiungere una quantità di resveratrolo pari a oltre tre volte i vini normali! Il resveratrolo è un potente antiossidante, un fenolo capace di svolgere un’azione protettiva contro le patologie cardiovascolari, rallentare le malattie tumorali e ridurre l’invecchiamento delle cellule.

 

Serve alla pianta per difendersi dai danni che provocano i raggi del sole durante la funzione clorofilliana e non è un caso che il resveratrolo sia presente in molte formulazioni farmaceutiche: crema antirughe, prodotti spray per le riniti, capsule per il colesterolo, compresse per la prevenzione del danno cellulare. “Il vino rosso ha una concentrazione maggiore di resveratrolo, quando non si inibisce il meccanismo con trattamenti sistemici perchè allora la produzione di questa sostanza si riduce drasticamente.

 

Le analisi del mio Sangiovese 2010, quello che ha vinto il premio al Merano WineFestival 2013, bissato nel 2014, ha 7,42 mg/l di resveratrolo contro i 1 o 2 mgr/l di un Sangiovese da vigna non bio”. Come nel vigneto, anche in cantina si segue il protocollo bio. i vini Bioni si avvalgono dell’enologia della fisica senza l’ausilio di sostanze chimiche, fatto salvo un basso tenore di SO2, unico antisettico conosciuto e che, peraltro, esiste anche in qualunque tipologia di vino.

 

Le pratiche sono il risultato della ricerca enologica applicata con la saggezza del buon padre di famiglia. In effetti, quando portiamo in cantina un’ottima uva i giochi sono pressoché fatti e si possono raggiungere eccellenti risultati. Certo per ottenere un ottimo vino sono i particolari ad assumere una rilevanza importantissima, ad esempio: raccogliere le uve a mano e porle in cassette per raffreddarle prima della pigiatura così da preservarne i profumi.

 

Ma anche condurre le fermentazioni a temperature controllate, affinare i vini in legno (barrique), una pratica che non ci siamo di certo inventata noi, ma dalla quale Bioni trae ispirazione: esistono in tal senso secoli di esperienze. Si sacrifica una parte di mosto di Sangiovese, che va a produrre lo spumante rosè Rosa Batista, tenendo solo quello chiamato, non a caso, “mosto fiore”, il migliore e, durante la fase di presa di spuma in autoclave, farlo sostare per molti mesi sui lieviti così da ottenere maggiore complessità, cui segue una lunga sosta in bottiglia.

Bioni oggi e domani

Bioni è una linea di vini non convezionali, una sfida che oggi la famiglia Degenhardt vuole condurre a tutto campo portando i suoi frutti, i suoi Bioni in Italia, in Europa e nel Mondo.

L'impegno commerciale e di Marketing si sta moltiplicando alla ricerca di estimatori di cose buone, sane e biologiche...un pubblico sempre più in crescita nel mondo, un successo, quello del biologico che

risponde a una domanda di natura, di sostenibilità ambientale e di etica dei consumi. Bioni sposa in pieno questa idea di sviluppo e proietta i suoi frutti, i suoi Bioni in progetti di crescita futuri ambiziosi.

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